Quest’anno la scuola per noi è già iniziata: insegniamo ancora al Providence College, ma intanto Robert è diventato vicepreside di una piccola, giovane scuola a Warwick, sulla strada tra Westerly e Providence. Si chiama Chesterton Academy of Our Lady of Hope, ed è nata solo tre anni fa. Non è l’unica Chesterton Academy: ce ne sono più di 80 in tutto il mondo – di cui una anche in Italia –. L’abbiamo scoperta due anni fa: io stavo per partire per gli States, e Robert mi aveva suggerito di propormi come insegnante, come lui stesso avrebbe fatto. Chesterton mi è sempre stato caro, pur non conoscendo molto di lui: ma i due romanzi letti al Liceo, L’uomo che fu giovedì e Le avventure di un uomo vivo, mi sono rimasti impressi per la loro trama imprevedibile e sorprendente. E poi, mio papà è un suo grande fan: ha persino scelto una sua foto per il suo profilo e-mail. Io e Robert ci siamo anche rivolti a lui con la preghiera preparata per la sua causa di beatificazione, che non sapevamo essere stata interrotta (chissà, forse un giorno non lontano sarà riaperta. Speriamo!). In quel momento non c’erano le condizioni per iniziare a lavorare alla Chesterton Academy di Warwick, ma ora la situazione è cambiata… 

E così eccoci approdati a questa scuola che è, letteralmente, un miracolo. Un edificio piuttosto vecchio (costruito nel 1961), con annessa la chiesetta di San Francesco. C’era già una scuola, la Saint Francis of Assisi School appunto, ma nel 2009 era stata costretta a chiudere per il calo delle iscrizioni e gli alti costi di gestione. Anche la piccola chiesa, allora parrocchia, aveva dovuto chiudere. Ma il gruppo dei ‘Prayer Warriors’, parrocchiani la cui tenacia è suggerita dal nome stesso che li identifica, hanno continuato a trovarsi a pregare ogni primo sabato del mese nel parcheggio antistante la chiesa, con la pioggia e con il sole. Il fondatore della nostra Chesterton Academy li ha incontrati un giorno e sentendo la loro storia, ha immediatamente pensato alla sensazione che aveva avuto nel momento di chiudere l’acquisto della proprietà della vecchia scuola: che ci fosse una ragione più grande per cui quell’acquisto si era potuto concludere così in fretta. Anch’io ho incontrato una Prayer Warrior: è così felice per la riapertura della scuola e della chiesa, ora di nuovo a disposizione anche per gli ex-parrocchiani, che appena può, e con le energie consentite dalla sua età, si offre per dare una mano. 

Sono così tante le persone che collaborano, anche gratuitamente, con questa opera. C’è chi ha offerto un pasto per i docenti durante la settimana dell’orientamento, chi ha riparato il tetto senza chiedere un compenso, genitori e alunni che hanno collaborato come volontari al riordino e alla pulitura degli spazi. In due anni, dalla prima volta che ci eravamo stati, l’edificio ha fatto passi da gigante: allora sembrava un cantiere aperto, con spazi già vivibili e organizzati ma tanto work in progress da ogni lato; ora – in particolare grazie alla direttrice operativa e a suo marito, factotum nel senso vero della parola – la scuola ha “cambiato faccia”: è ordinata, organizzata, bella, nell’insieme e nei dettagli, curati con senso. Ma la struttura sarebbe nulla se non custodisse il segreto di ogni scuola, la possibilità di un fiorire di persone, in particolare di queste giovani anime che la attraversano per pochi, decisivi anni della loro vita. Il nuovo preside, durante uno degli incontri iniziali con i docenti, ci ha riportato la testimonianza di un alunno come punto focale della nostra scuola: “Quando sono arrivato alla Chesterton Academy ero senza interessi: ora mi sento vivo”.

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