È passato più di un mese, cari i miei venticinque lettori, e in questo mese quante cose sono accadute! Mi sveglio e mi ritrovo un anello d’oro sull’anulare sinistro: all’interno sono incise la data, 1 - XI - 24, e la scritta “VIVATIS IN DEO”, come sull’immagine delle partecipazioni (scovata nel libro di Storia usato a scuola - una coppa di vetro del IV-V secolo d.C., che sul fondo porta impressa in foglia d’oro l’immagine di un coppia di sposi con abiti romani: i due si tengono la mano destra, e tra loro vi sono un anello e una corona, probabilmente simbolo di Gesù; la scritta augurale era parte della celebrazione dei matrimoni cristiani fin da Clemente d’Alessandria - metmuseum.org/art/collection/search/463702).
Sedici cari hanno attraversato l’oceano dall’Italia per accompagnarci in questo momento così importante, insieme a familiari e amici di qui. La celebrazione è stata semplice e intensa, con la bella omelia del nostro caro Fr. Ray (ecco il suo blog!: fatherrays. blogspot.com/?m=1), la cena un bel momento di festa, anche in onore della super grandma Betty, che ha compiuto 95 anni proprio quel giorno, con un po’ di musica insieme. Poi, una volta ripartiti gli italiani, qualche giorno via a Newport, su un’isola del Rhode Island non lontana da noi. E una settimana fa il ritorno alla vita quotidiana (una cosa da avventurieri alla Manalive, per gli amanti di Chesterton come il mio papà).
In molti mi hanno chiesto come mai il primo novembre il mio vestito fosse rosa - e di molti altri colori in realtà: fiorato! -. La risposta è molto semplice: si tratta del vestito che mia mamma ha indossato (e prima disegnato) per il proprio matrimonio, nel giugno del 1974. Lo avevamo ancora in famiglia e mi piaceva, come l’idea di non spendere un patrimonio… E forse c’è sotto lo stesso motivo per cui amo i negozi di antiquariato (a Newport ce ne sono di bellissimi), e di oggetti vintage o usati: il desiderio che “nulla vada perduto”, e di una nuova vita che coinvolga anche le cose. Come ci insegna il Duomo della mia città natale, Milano: con le sue racchette da tennis, e pannocchie, e piante e fiori di ogni tipo, insieme alla ranocchia, alle scimmiette e ai più vari animali, accanto a santi, giganti e anche mostri - il tutto trascinato verso il cielo dalla Madunina di 4,16 metri, con una mano che tende verso il basso e una più sollevata verso l'alto. “Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati”.
P.S. oggi è santa Elisabetta d’Ungheria: bella storia anche la sua!
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