Per noi non è solo il primo dell'anno: vorrei pubblicare l'omelia che il nostro Father Ray ha pronunciato il giorno del nostro matrimonio (nella foto l'originale, in inglese), due mesi esatti fa. Come ho già scritto e detto a qualcuno, ci siamo sentiti tanto accompagnati, dal cielo e in terra, anche a distanza: penso ci sia stato regalato un bell'esempio di cosa sia la comunione dei santi. Siamo stati tanto grati che abbiamo deciso di mandare il testo dell'omelia a tutti, nelle nostre "Thank you cards".

Ho celebrato molti, molti matrimoni nei miei 39 anni di sacerdozio, ma non ne ho mai celebrato uno il giorno di Tutti i Santi, e sono sicuro che sia lo stesso per molti altri preti. Quindi questa è una prima volta non soltanto per Miriam e Robert, è una prima volta anche per me. Chiaramente il giorno di Tutti i Santi non è un giorno popolare per sposarsi, ma direi che è, in realtà, un giorno molto buono e significativo per sposarsi, perché ci ricorda lo scopo ultimo e più importante del matrimonio, cioè quello di aiutarvi tra sposi, e più avanti, a Dio piacendo, di aiutare i vostri figli, a raggiungere il Paradiso. Lo scopo ultimo e più importante del matrimonio è quello di aiutarsi, tra sposi, a diventare santi. E questa non è una cosa opzionale, non possiamo considerarla opzionale, perché alla fine dei tempi ci saranno solo due gruppi di persone, i santi e i dannati, e ogni persona sarà parte di uno dei due gruppi. Quindi, se non siamo tra i santi alla fine, se non siamo parte di quella grande folla che Giovanni ha visto nella sua visione di cui abbiamo appena ascoltato nella nostra prima lettura oggi—e non importerà quanti soldi abbiamo guadagnato, non importerà quanto successo abbiamo avuto nella professione che abbiamo scelto, non importerà quanto famosi oppure influenti o popolari siamo stati nel mondo: tutto questo, spiace dirlo, non importerà niente… Quindi, Miriam e Robert, il mio messaggio a voi è di prendervi oggi l’impegno di aiutarvi l’un l’altra, e di aiutare, a Dio piacendo, i vostri figli, a crescere nella santità. Rendete questo il vostro scopo, rendete questo il primo interesse nel vostro matrimonio, e fate così per i prossimi 50 anni o per quanto tempo il Signore vi darà come marito e moglie (sperabilmente più di 50 anni!), e c’è una buona notizia: se ci riuscite, passerete molto più di mezzo secolo insieme; se vi aiutate a diventare santi, potrete passare l’eternità insieme nel regno eterno di Dio. Certo, se questo succederà, è molto importante—in effetti è decisivo—che voi costruiate il vostro matrimonio e la vostra famiglia basandovi sulla vera tipologia di amore. Guardate, c’è solo un tipo di amore che funziona, c’è solo un tipo di amore che dura, c’è solo un tipo di amore che sopravvive alle difficoltà, alle sfide, alle ansie di questa vita, e che rende le persone sante: è il tipo di amore che Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore ci ha mostrato quando camminava sulla faccia della terra 2000 anni fa. Questo è l’amore vero, certamente non il tipo di amore superficiale, edonistico, che incontriamo così spesso nel nostro mondo di oggi. L’amore vero è il tipo di amore di cui San Paolo parlava nelle sue lettere, specialmente 1 Corinzi 13, un brano che viene scelto molto spesso per i matrimoni, quando Paolo diceva: la carità è paziente, la carità è benigna, non si vanta né si inorgoglisce mai, non è mai maleducata o egoista, non tiene conto dell’offesa e non prova risentimento. L’amore vero è il tipo di amore di cui Gesù Cristo ha parlato e di cui ha dato testimonianza nella Sua vita, e ancor più potentemente nella Sua morte. Quell’amore era, innanzitutto, un amore dimentico di sé. Gesù non ha mai pensato a Sé stesso per primo: se avesse pensato a Sé stesso per primo, non sarebbe mai venuto su questa terra fin dall’inizio. Lui aveva tutto in Paradiso, aveva una vita perfetta, una pace perfetta, una gioia perfetta. Lui è venuto qui per noi, per salvarci dai nostri peccati. L’amore di Gesù era anche un amore paziente. Pensate ai Suoi apostoli, che non erano i più intelligenti della terra: quando Gesù li ha chiamati la prima volta hanno fatto molti sbagli, Pietro ne ha fatte di grosse, molte volte… Gesù era paziente con loro, mentre crescevano e diventavano santi loro stessi; Lui, Gesù, era fedele nel Suo amore, non ha mai privato nessuno del Suo amore; la gente smetteva di amarLo, alcune persone Lo hanno rifiutato, ma Lui non ha mai rifiutato nessuno. L’amore di Gesù era un amore che perdona; il perdono è importante in ogni rapporto, soprattutto nel matrimonio. Gesù è stato il grande perdonatore: ha perdonato i Suoi nemici, ha perdonato coloro che Lo hanno ucciso mentre Lo stavano uccidendo. Questo richiede forza, una forza incredibile. Dico sempre alle coppie il giorno del loro matrimonio: le due cose più importanti che dovete imparare a dirvi l’un l’altra dal cuore sono le frasi: “Perdonami” e “Ti perdono”. Il perdono è fondamentale in ogni rapporto che sia di vero amore, e l’amore vero è essenzialmente quello che sacrifica sé stesso. Gesù ha mostrato il Suo amore per noi più potentemente, più profondamente, morendo sulla Croce per noi. Nessuno ha un amore più grande di questo, come nostro Signore diceva: dare la vita per i propri amici. La migliore definizione visiva dell’amore che ci sia è sulla parete di fondo di questo santuario: il crocifisso, Gesù che versa il Suo sangue per te, per me, per l’umanità intera. Miriam e Robert, questo è il tipo di amore che dovete mostrarvi l’un l’altra nel vostro matrimonio e, a Dio piacendo, un giorno anche ai vostri figli. Non sarà facile (basta chiedere alle persone sposate che sono qui oggi), ma non sarà nemmeno impossibile, e avrete Gesù per aiutarvi a farlo—in realtà, questo è il significato vero del matrimonio. Nel sacramento che vi amministrerete a vicenda tra poco—non sarò io il ministro del sacramento in questo caso, il matrimonio è diverso, due persone battezzate si amministrano il sacramento a vicenda—quando questo accadrà tra poco, Gesù vi farà questa promessa. Lui dirà: “Ci sarò per voi, vi aiuterò a fare quello che non potreste fare da soli, vi aiuterò ad amarvi come Io vi ho amato, se me lo permetterete”. Prego che glielo permettiate, prego che poniate e teniate Gesù al centro del vostro matrimonio e della vostra vita familiare, e sono sicuro che lo farete perché entrambi venite da famiglie che prendono sul serio la fede e dove avete avuto la fortuna di sperimentare già questo tipo di amore; non tutti quelli che si sposano al giorno d’oggi possono dire così, sfortunatamente. La mia preghiera oggi è che continuiate a camminare con il Signore come individui e come coppia, e così facendo permetterete a Gesù di aiutarvi ad amarvi l’un l’altra con il Suo amore, il Suo amore disinteressato, paziente, fedele, che perdona e sacrifica sé stesso, così che il vostro matrimonio sia tutto ciò che volete che sia, tutto ciò che Dio sa che con la Sua grazia può essere, così che siate santi.

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